Ciao, casa.

Mi muovo tra le stanze di questa casa, che di fatto non è più mia, non è più nostra.

Mettiamo sottovuoto biancheria varia, impiliamo cartoni pieni di ricordi, stacchiamo quadri dalle mura. La vedo svuotarsi di oggetti, mobili, vestiti.

Ma mai di quella luce, di quel calore.
Di quelle vibrazioni che sentivo mentre la costruivamo da zero scegliendo tinte, disposizione di stanze e finestre, piastrelle, punti luce. Da quando si è trasformata da spazio neutro in una rappresentazione della nostra famiglia.

E mai ha smesso di assomigliarci, nemmeno ora che insieme a noi, si prepara al cambiamento.
Sarà per sempre la nostra prima casa.

La casa dove ci siamo immaginati insieme.
La casa dove ogni giorno ci siamo impegnati per essere un tutt’uno.
La casa dei test di gravidanza seguiti da pianti stretti in un abbraccio.
La casa di quello che, invece, ci ha fatto urlare di gioia mentre in sottofondo, dal salotto, proveniva un improbabile sottofondo di musica elettronica.
La casa che ha visto una pancia crescere, le acque rompersi, la nostra finta tranquillità e i nostri cuori in gola.

La prima casa di Diego, che ha varcato questa soglia a pochi giorni di vita.
L’albero di Natale gigante, le vigilie in famiglia, i capodanni con gli amici.
Le cenette a modo nostro.
Le cenette che poi cambiano, svezzamento, tovaglie sporche e cibo ovunque.
Noi due che diventiamo tre, provando a restare due.

Il senso di pace quando, nelle sere fredde di inverno tornata dal lavoro, scendevo dalla macchina e mi fermavo un secondo, sorridendo, a guardare la finestra illuminata della cucina perché ero finalmente a casa.

Queste mura che sono state nido e prigione. Rifugio e catene.
Ci hanno visti crescere, cambiare e compiere rivoluzioni dentro e fuori.

Hanno accolto un ragazzo e una ragazza. Oggi, saluta un uomo, una donna, una mamma, un papà e la luce che é venuta fuori da ‘sti due qua, un mancounmetro biondo e bellissimo.

Che poi, a pensarci, quella luce, assomiglia a quella che ho visto ogni giorno entrare in questa cucina, la mattina presto mentre faccio il caffè o dopo il tramonto dalla nostra camera. Una luce che ho sempre amato, che non ho mai visto in nessun’altra casa e che mi mancherà sempre, un po’.

E ora che siamo qui – e che l’entusiasmo e la nostalgia si alternano rapidamente come su una giostra – sento tutta la gratitudine verso questo posto che ha accolto la nostra crescita e le nostre emozioni.

Mi batte forte il cuore e gli occhi si inumidiscono pensando al momento in cui chiuderemo questa porta verde per l’ultima volta.

Ma so che c’è qualcosa di immenso che questi anni qui ci hanno donato e che ci porteremo dietro: la certezza che CASA SIAMO NOI.
Ovunque quest’avventura ci porterà, sarà INSIEME.

Un pensiero su “Ciao, casa.”

  1. Fernando dice:

    Ciao ragazzi, siamo una famiglia in divenire. Ci siamo trovati in sintonia in linea di principio con la vostra scelta, con la differenza che noi da neofiti e con tre figli vorremo portare un camper in Sudamerica. Mi farebbe piacere entrare in contatto con voi per scambiare due idee…grazie

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